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		<title><![CDATA[Crea il Tuo Pane]]></title>
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		<description><![CDATA[Impara a fare il pane in casa a lievitazione naturale sano e delizioso con ricette semplici e veloci]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Sat, 03 May 2025 17:06:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Scopri Come Testare la Qualità del Tuo Pane Fatto in Casa!]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Tecnica"><![CDATA[Tecnica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><div><b><span class="fs18lh1-5">COME TESTARE IL TUO PANE:</span><span class="fs16lh1-5"> </span></b></div><div><b class="fs16lh1-5">Scopri il Processo per Garantire Qualità Superiore</b></div><div><br></div><div>Vuoi sapere come assicurare che il &nbsp;tuo pane, i panini &nbsp;che realizzi &nbsp;o acquisti in panificio &nbsp;siano di qualità ? Il mio metodo, &nbsp;esegue un test basati su criteri precisi per aiutarti a perfezionare i il tuo pane. Il mio obiettivo? Offrirti un’esperienza di gusto indimenticabile, ogni volta che addenti una fetta di pane. Scopri il &nbsp;processo di valutazione, passo dopo passo, e capisci perché il mio &nbsp;metodo garantisce la &nbsp;&nbsp;qualità del prodotto.</div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Perché il Test di Qualità del Pane è Importante.</b></span></div><div>Il pane non è solo cibo: è tradizione, passione e piacere. Il test di qualità garantisce che ogni pagnotta, soddisfi gli standard elevati, rispettando le &nbsp;vostre aspettative. Attraverso un’analisi dettagliata, identifichiamo punti di forza e aree di miglioramento, permettendoti realizzare prodotti sempre più gustosi e genuini.</div><div><br></div><div>1<span class="fs14lh1-5"><b>. Forma e Aspetto:</b></span> La Prima Impressione Conta</div><div>L’aspetto di un pane racconta la sua storia. Ogni tipo di pane ha una forma caratteristica: la ciabatta è piatta e rustica, la baguette è lunga e affusolata, il pane a cassetta è squadrato o rotondo. Durante i test, si valuta se la forma e l’aspetto rispettano le peculiarità di ogni varietà. Un pane ben formato non è solo bello da vedere, ma è anche un segnale di cura e precisione nella lavorazione.</div><div><i class="fs14lh1-5">Cosa cerchiamo: Uniformità, proporzioni corrette e assenza di difetti visivi.</i></div><div><br></div><div>Perché è importante: Un pane dall’aspetto invitante stimola il desiderio di acquisto.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>2. Crosta</b></span>: Il Guscio Saporito del Pane</div><div>La crosta è la prima cosa che incontri quando mordi un pane: deve essere croccante, saporita e adatta al tipo di prodotto. Una crosta più spessa, come quella di un pane rustico, conserva l’umidità e intensifica il sapore, mentre una crosta sottile è perfetta per pani più delicati, come il pane bianco.</div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Criteri di valutazione: Spessore, croccantezza e colore (dorato, brunito o chiaro).</i></span></div><div><br></div><div>Segreto del gusto: Una crosta ben cotta non solo protegge la mollica, ma aggiunge una nota aromatica che rende ogni boccone speciale.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>3. Mollica</b></span>: Il Cuore Morbido del Pane</div><div>La mollica, la parte interna del pane, è il cuore della pagnotta. La sua texture varia in base al tipo di pane: soffice e ariosa per il pane di grano, compatta e densa per il pane di segale. Durante i test, esaminiamo la distribuzione degli alveoli (che devono essere uniformi, senza grandi bolle) e la capacità della mollica di trattenere burro o creme spalmabili.</div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Come testare: Taglia il pane per osservare la struttura interna e verifica la presenza di difetti.</i></span></div><div><br></div><div>Cosa significa per te: Una mollica ben strutturata garantisce una consistenza piacevole e un’esperienza di gusto bilanciata.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>4. Consistenza ed Elasticità</b></span>: La Prova del Tocco</div><div>La consistenza di un pane è fondamentale per determinarne la freschezza e la qualità. Taglia ogni pagnotta a metà per valutare se la mollica si attacca al coltello o si taglia in modo netto. Inoltre, testa l’elasticità premendo la mollica con il pollice: un pane di qualità torna alla sua forma originale, senza lasciare segni permanenti.</div><div>Perché è rilevante: Una mollica elastica è sinonimo di freschezza e lavorazione artigianale.</div><div><br></div><div>Impatto sul gusto: La consistenza influisce sulla percezione del sapore, rendendo ogni morso soddisfacente.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>5. Odore:</b></span> Il Profumo che Invita all’Assaggio</div><div>L’odore di un pane appena sfornato è una delle esperienze più invitanti. Durante i test, valuta se il profumo è adeguato al tipo di pane: un pane di segale avrà note intense e leggermente acide, mentre un pane bianco avrà un aroma più delicato. Un buon odore non solo stimola l’appetito, ma anticipa il piacere del gusto.</div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Cosa cerchiamo: Equilibrio e coerenza con il tipo di pane.</i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"> Il profumo attiva ricordi e desideri, spingendoti a scegliere quel pane.</span><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>6. Sapore</b></span>: L’Esperienza Finale</div><div>Il gusto è il momento della verità. Anche se soggettivo, il sapore di un pane deve rispettare le caratteristiche del prodotto: delicato per un pane di grano, robusto per un pane di segale. &nbsp;Valutiamo l’aroma, l’equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità, e la persistenza del gusto in bocca.</div><div><span class="fs14lh1-5">Perché conta: Un sapore ben bilanciato trasforma un semplice pasto in un momento di piacere.</span><br></div><div><br></div><div>I &nbsp;test non sono solo un controllo di qualità: sono uno strumento per migliorare il tuo pane e soddisfare le tue &nbsp;aspettative. Grazie a questi &nbsp;feedback, potrai affinare le tue ricette, ottimizzare i processi di lavorazione e offrirti pani, panini, che non solo deliziano il palato, ma raccontano una storia di tradizione e innovazione.</div><div><span class="fs14lh1-5">La prossima volta che entrerai in un panificio, valuta i prodotti testati secondo questi criteri. Forma invitante, crosta croccante, mollica soffice, profumo irresistibile e sapore: questo è il pane che meriti. Scopri la differenza della qualità </span><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 May 2025 15:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PANE ARMONICO: lievitato alla frequenza dell'universo]]></title>
			<author><![CDATA[Cecilia Bertolazzi]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div class="imTAJustify">Le pagnottine sono ordinate nello scaffale di legno scuro: tonde e irregolari con quel pizzico di farina sulla superficie, croccante già agli occhi. Il biglietto dice «Pane armonico». Di che si tratta?</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">«È pane che è stato accompagnato nella fase di lievitazione da musica e vibrazioni armoniche, quelle a 432 Hz. Un tipo di musica come quella composta dal<strong><b> musicista Emiliano Toso</b></strong>. Quello che conta è la vibrazione di questa musica, dal momento che è la frequenza armonica dell’intero universo, a cui si accorda anche la vibrazione delle nostre cellule. Mangiare questo pane significa mangiare qualcosa che è accordato con noi» ci spiega <strong><b>Marina</b></strong>, 50 anni, che il sabato aiuta il marito <strong><b>Federico</b></strong> Duina, 53 anni e da 15 panettiere, nel negozio La Briciola che conduce in via San Zeno, in città.</div><div role="button"><span class="fs13lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div></div><div><span class="fs13lh1-5 cf1 ff1"> </span><img class="image-0" src="https://www.creailtuopane.it/images/06f8b58e-f561-4392-bbda-b633e7926ae2.webp"  width="960" height="639" /></div><div><sub><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">La forneria che propone il pane armonico è condotta da Federico Duina – Foto © www.giornaledibrescia.it</span></sub></div><div class="imTAJustify">Una <strong><b>bottega di quartiere</b></strong>, di quelle che le persone sanno esserci da sempre. Poco chiassose esternamente passano quasi inosservate, ma una volta infilata la porta, si schiude un mondo raccolto di gioie piccole. Cesti intrecciati che piovono dal soffitto, una libreria di legno colma di libri da prendere in prestito, due tavolini, la stufa. Torte sotto campane di vetro, piccole paste, biscotti. E spesso anche i suoni della <strong><b>musica armonica</b></strong>.</div><div></div><div><span class="fs13lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><br></div><div class="imTAJustify">Il «cuore» è il pane, artigianale, declinato in forme e ricette poco convenzionali. Facendo scorrere i ripiani c’è quello<strong><b> biblico</b></strong>, fatto secondo la ricetta del libro di Ezechiele con grano, orzo, fave, lenticchie, miglio e farro, c’è quello giallo alla<strong><b> zucca</b></strong>, le pagnottine ai <strong><b>ciccioli</b></strong>, e quello <strong><b>popolare</b></strong> a 2.50 euro al km. Sì l’errore fu di stampa, ma quando il cartellone venne corretto con kg, ci fu chi volle tornare alla misura della distanza e così rimase.</div><div class="imTAJustify">Se per tutte queste varietà di pane la cifra risiede soprattutto nella ricetta, nella scelta e nella proporzione di materie prime oltre che dei procedimenti artigianali di preparazione, in quello armonico la specialità non risiede solo nella combinazione di ingredienti.</div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.creailtuopane.it/images/bf2e5ea6-ed40-4470-b783-039141cd56af--1-.webp"  width="960" height="720" /><br></div><div></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">A conferire al pane una <strong><b>struttura armonica</b></strong> è l’applicazione del sistema di vibrazioni e suoni <strong><b>Mamy voice</b></strong>, ideato dell’architetto bresciano Alfredo Bigogno, già utilizzato per le <strong><b>termoculle</b></strong> riservate ai neonati prematuri. </div><div><strong><b><span class="cf2"><a href="https://www.giornaledibrescia.it/rubriche/cucina/gusto-e-dintorni/pane-armonico-lievitato-alla-frequenza-dell-universo-1.3453378" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su giornaledibrescia.it</a></span></b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 13:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VOLCAN BREAD: Il Pane Islandese Cotto dal Fuoco della Terra]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029"><div><b class="fs28lh1-5">VOLCAN BREAD</b></div><div>Hai mai sentito parlare del <span class="fs14lh1-5"><b>Volcano Bread</b></span>? Questo pane unico nel suo genere è una vera e propria specialità culinaria islandese, frutto di una tradizione antica e di un connubio perfetto tra natura e gastronomia.</div><div><br></div><div>Cos'è il <span class="fs14lh1-5"><b>Volcano Bread</b></span>?</div><div>Il<span class="fs14lh1-5"><b> Volcano Bread</b></span> non è un semplice pane. È un'esperienza culinaria che ti trasporta nel cuore dell'Islanda, dove la terra è ancora viva e pulsante. Questo pane di segale viene cotto in modo del tutto particolare: l'impasto viene inserito in un recipiente ermetico e sepolto in una sorgente geotermica per circa 24 ore. Il calore naturale del sottosuolo cuoce lentamente il pane, conferendogli un sapore intenso e aromatico, inconfondibilmente islandese.</div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.creailtuopane.it/images/download--1-.webp"  width="393" height="276" /><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Il Segreto del Sapore Unico</b></span></div><div>Cottura lenta e naturale: La cottura prolungata nel sottosuolo permette agli aromi di svilupparsi lentamente, creando un sapore complesso e avvolgente.</div><div>Segale di alta qualità: La segale islandese, resistente e ricca di nutrienti, è l'ingrediente principale del Volcano Bread.</div><div>Assenza di lieviti industriali: A differenza di molti pani industriali, il <span class="fs14lh1-5"><b>Volcano Bread </b></span>viene lievitato naturalmente, grazie ai lieviti presenti nell'ambiente.</div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Un Viaggio nel Cuore dell'Islanda</b></span></div><div>Assaggiare il <span class="fs14lh1-5"><b>Volcano Bread</b></span> significa fare un vero e proprio viaggio gastronomico in Islanda. Questo pane è molto più di un semplice alimento: è un simbolo della cultura e della tradizione islandese, un legame indissolubile con la natura e le sue forze.</div><div><br></div><div>Dove Provare il<span class="fs14lh1-5"><b> Volcano Bread</b></span></div><div>Se hai la fortuna di visitare l'Islanda, non perdere l'occasione di assaggiare questo pane unico. Molti ristoranti e panetterie locali lo offrono nel loro menu.</div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vz-7iUw8Sl0">https://www.youtube.com/watch?v=vz-7iUw8Sl0</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 15:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ACRILAMMIDE NEL PANE : Cosa c'e da Sapere]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><div><span class="fs14lh1-5"><b>L'Acrilammide nel Pane: cosa c'è da sapere</b></span><br></div><div>Introduzione</div><div><br></div><div>Chi ama il pane fresco e croccante, magari appena sfornato, potrebbe non essere a conoscenza di una sostanza che si forma durante la cottura ad alte temperature di alimenti amidacei: l'acrilammide. Questa sostanza, classificata come "probabilmente cancerogena per l'uomo" dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), è presente in diversi alimenti, tra cui il pane. Ma cosa è esattamente l'acrilammide e come possiamo ridurre la nostra esposizione attraverso la panificazione? &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cos'è l'acrilammide e come si forma nel pane?</b></span></div><div><br></div><div>L'acrilammide è un composto chimico che si forma naturalmente durante la cottura ad alte temperature (superiori a 120°C) di alimenti ricchi di carboidrati, come le patate, i cereali e, appunto, il pane. La reazione chimica che porta alla formazione dell'acrilammide avviene tra due sostanze presenti naturalmente negli alimenti: l'asparagina, un aminoacido, e gli zuccheri riducenti.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Perché l'acrilammide è un problema?</b></span></div><div><br></div><div>Numerosi studi scientifici hanno associato l'esposizione all'acrilammide a un aumentato rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore. Tuttavia, è importante sottolineare che l'impatto sulla salute umana è ancora oggetto di dibattito scientifico e che sono necessari ulteriori studi per chiarire del tutto i meccanismi e gli effetti a lungo termine di questa sostanza.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Come ridurre la formazione di acrilammide nel pane?</b></span></div><div><br></div><div>Fortunatamente, esistono alcune strategie per ridurre la formazione di acrilammide durante la panificazione:</div><div><br></div><div>Ridurre la temperatura di cottura: Cuocere il pane a temperature leggermente più basse può limitare la formazione di acrilammide.</div><div>Ridurre il tempo di cottura: Prolungare eccessivamente i tempi di cottura favorisce la formazione di acrilammide.</div><div>Ottimizzare l'impasto: L'uso di farine con un basso contenuto di asparagina e l'aggiunta di alcuni ingredienti, come l'acido ascorbico, possono contribuire a ridurre la formazione di acrilammide.</div><div>Pretrattare le patate: Se si utilizzano patate nell'impasto, è consigliabile pretrattarle (ad esempio, lessandole brevemente) prima di aggiungerle.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>L'acrilammide nelle farine integrali: un approfondimento.</b></span><br></div><div><span class="fs14lh1-5">Focalizziamoci sulle farine integrali, un alimento sempre più apprezzato per le sue proprietà nutrizionali, ma che presenta alcune peculiarità legate alla formazione dell'acrilammide.</span><br></div><div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Perché le farine integrali?</b></span></div><div>Le farine integrali, rispetto a quelle raffinate, contengono la parte esterna del chicco, ricca di fibre, vitamine e minerali. Tuttavia, questa parte più ricca di nutrienti può contenere anche quantità maggiori di asparagina, uno degli amminoacidi precursori dell'acrilammide.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>L'acrilammide nelle farine integrali: un paradosso nutrizionale?</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div>Sembra un paradosso: un alimento salutare come il pane integrale potrebbe contenere una sostanza potenzialmente dannosa. In realtà, la quantità di acrilammide formata dipende da diversi fattori, tra cui:</div><div><br></div><div>Tipo di farina: Le farine integrali di grano duro, per esempio, tendono ad avere un contenuto di asparagina leggermente inferiore rispetto a quelle di grano tenero.</div><div>Processo di macinazione: Una macinazione più grossolana può influenzare la quantità di precursori dell'acrilammide presenti nella farina.</div><div>Condizioni di cottura: Come abbiamo visto, la temperatura e il tempo di cottura sono fattori cruciali nella formazione dell'acrilammide.</div><div>Come ridurre l'acrilammide nel pane integrale?</div><div>Anche se le farine integrali possono contenere più asparagina, è possibile ridurre la formazione di acrilammide adottando alcune accortezze:</div><div><br></div><div>Scegliere farine con basso contenuto di asparagina: Informarsi presso i produttori per scegliere farine con un contenuto più basso di questo amminoacido.</div><div>Ottimizzare l'impasto: L'aggiunta di alcuni ingredienti, come l'acido ascorbico, può contribuire a ridurre la formazione di acrilammide.</div><div>Controllare la temperatura di cottura: Evitare temperature eccessivamente alte e prolungati tempi di cottura.</div><div>Utilizzare la pasta madre: La pasta madre contiene microrganismi che possono degradare parte dei precursori dell'acrilammide.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa può fare il consumatore?</b></span></div><div>Variare i tipi di pane: Non limitarsi al solo pane integrale, ma alternare diversi tipi di pane e prodotti da forno.</div><div>Acquistare da produttori attenti alla qualità: Scegliere panifici artigianali che utilizzano materie prime di qualità e seguono processi di produzione attenti alla riduzione dell'acrilammide.</div><div>Informarsi: Leggere le etichette dei prodotti e cercare informazioni sui processi di produzione.</div></div><div><b class="fs14lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs14lh1-5">Conclusioni</b><br></div><div>L'acrilammide è un tema complesso e le ricerche in questo campo sono ancora in corso. Tuttavia, è importante essere consapevoli di questo potenziale rischio e adottare comportamenti alimentari equilibrati e vari. Le farine integrali rimangono un alimento prezioso per la nostra salute, ma è fondamentale consumare prodotti di qualità e preparati in modo corretto.<br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Normative europee sull'acrilammide:</b></span><div><br></div><div>L'Unione Europea ha introdotto specifiche normative per monitorare e ridurre la presenza di acrilammide negli alimenti. Il Regolamento (UE) 2017/2158 ha stabilito:</div><div><br></div><div><ul><li>Livelli di riferimento: Sono stati definiti dei livelli di riferimento per la presenza di acrilammide in diversi alimenti, tra cui il pane. Questi livelli non sono dei limiti massimi, ma dei valori di riferimento per guidare le industrie alimentari nella riduzione dell'acrilammide.</li><li>Misure di attenuazione: Il regolamento indica una serie di misure che le imprese alimentari possono adottare per ridurre la formazione dell'acrilammide durante la produzione.</li><li>Monitoraggio: Gli Stati membri sono tenuti a monitorare la presenza di acrilammide negli alimenti e a comunicare i dati alla Commissione Europea.</li></ul></div><div><br></div><div>L'obiettivo principale di queste normative è quello di garantire un elevato livello di protezione della salute dei consumatori, promuovendo al contempo la produzione di alimenti sicuri e di alta qualità.</div></div><div><br></div><div>Fonti:</div><div><div><span class="fs11lh1-5">https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/acrylamide</span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5">https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/acrilammide-e-rischio-cancro</span></div></div><div><div><span class="fs11lh1-5">https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_262_allegato.pdf</span></div></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 17:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UNA GIORNATA IN FOCACCERIA]]></title>
			<author><![CDATA[vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><h1 class="imHeading1 imTAJustify">Dal formaggio alle verdure: 17 tipi di focacce da provare nella Focacceria di Bordeaux</h1><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La Focacceria <span class="fs14lh1-5"><b>"Madonna'Me"</b></span> a Bordeaux, in Francia, è un vero e proprio tesoro culinario per gli amanti della cucina italiana. Qui si preparano circa 17 focacce diverse, ognuna con il suo gusto unico e intenso. </div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La focacceria utilizza solo ingredienti freschi e genuini, selezionati con cura per offrire un'esperienza culinaria indimenticabile. </div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Oltre alle focacce, ci sono pizze al taglio &nbsp;con formaggio, &nbsp;alle erbe, pizze alle verdure e molte altre varietà.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Durante la giornata, la Focacceria è sempre affollata da clienti che vogliono gustare le specialità della casa. </span></div><div data-line-height="1.15" class="lh1-15 imTAJustify"><span class="fs14lh1-15"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">C'è sempre un'atmosfera accogliente e amichevole, con il proprietario che si prende il tempo di parlare con i clienti e di consigliare le focacce più adatte ai loro gusti.</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5">Video di : <span class="imTALeft">Boulangerie Pas à pas</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;@BoulangeriePasapas</span></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=PkLGA0t0gNE&t=1424s&ab_channel=BoulangeriePas%C3%A0pas">https://www.youtube.com/watch?v=PkLGA0t0gNE&t=1424s&ab_channel=BoulangeriePas%C3%A0pas</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 11:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL SEGRETO DEL LIEVITO DI RISO]]></title>
			<author><![CDATA[vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=video"><![CDATA[video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><h1 class="imHeading1 imTACenter"><span segoe="" ui",="" roboto,="" ubuntu,="" cantarell,="" "noto="" sans",="" sans-serif,="" "helvetica="" neue",="" arial,="" "apple="" color="" emoji",="" "segoe="" ui="" symbol",="" emoji";="" font-size:="" 16px;="" color:="" rgb(55,="" 65,="" 81);"="">Scopri l'antica tradizione del lievito di vino di riso Sakadane</span></h1><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La cucina giapponese è famosa in tutto il mondo per la sua delicatezza e la sua attenzione ai dettagli. Un esempio di questa attenzione è il lievito di vino di riso, noto anche come Sakadane. Questo lievito naturale coltivato da riso, malto di riso e acqua è stato creato durante l'era Meiji in Giappone, unendo le tecniche utilizzate per la produzione del sake a quelle utilizzate per la produzione del pane.</span></div><div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il Sakadane è diventato un elemento sempre più raro nella produzione del pane, ma al panificio Lapin Noir KUROUSAGI, la tradizione del Sakadane è ancora viva e pulsante. Questo panificio di lunga data, che esiste da più di 20 anni, coltiva tutti i propri lieviti e produce 60 diversi tipi di pane al giorno con cinque diversi antipasti. Utilizzando solo ingredienti biologici e sani, Lapin Noir offre ai propri clienti un'esperienza culinaria unica.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il proprietario di Lapin Noir, Takao, è un vero artigiano che dedica 20 ore al giorno alla cucina, anche a più di 60 anni. La sua passione per la pasticceria lo spinge a creare continuamente nuovi pani e a preparare tutte le creme, i ripieni e le marmellate a mano, senza compromessi. Takao sogna di visitare un giorno la vera pasticceria francese e tedesca e di apprendere ancora di più sul suo amato mestiere.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il Sakadane è un ingrediente unico che conferisce al pane una consistenza umida e un odore leggermente dolce, rendendolo adatto alle animelle e alla produzione di dolci. Al panificio Lapin Noir, questo lievito prezioso viene utilizzato per produrre non solo l'anpan, il pane giapponese più famoso, ma anche gugelhupf, pasta dolce, pasta ripiegata al burro e molto altro ancora.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Lapin Noir KUROUSAGI è un'istituzione culinaria che continua a preservare la tradizione del lievito di riso Sakadane e ad espanderne le possibilità. Se sei un appassionato di pane e di cucina, non puoi perderti questa esperienza culinaria unica.</div></div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xNMecBbEkLI&list=PLhR2K9g8QOW4j5EyHCrk5ubrjdnRDz_7Y&index=6&ab_channel=REIYAWatanabe">https://www.youtube.com/watch?v=xNMecBbEkLI&list=PLhR2K9g8QOW4j5EyHCrk5ubrjdnRDz_7Y&index=6&ab_channel=REIYAWatanabe</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Feb 2023 03:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL PANE FATTO CON LA TRADIZIONE FRANCESE]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><h1 class="imHeading1"><div class="imTACenter"><span class="fs30lh1-5">La Boulangerie Le Soleil Levain: </span></div><div class="imTACenter"><span class="fs30lh1-5">Il pane fatto con la tradizione francese</span></div></h1><div>Savoillan è un comune situato nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra nel sud-est della Francia, e vanta una delle panetterie più antiche e tradizionali del paese. La Boulangerie Le Soleil Levain è gestita da Emmanuel e Chisato Delalande, che hanno sviluppato una specialità di pane e biscotti realizzati con metodi tradizionali.</div><div><br></div><div>Il forno a legna utilizzato per cuocere il pane e i biscotti è stato costruito nel 1925 e rappresenta un pezzo importante della storia del villaggio. Per garantire una cottura perfetta, il forno richiede un riscaldamento molto preciso prima di cuocere il pane sulla suola di pietra. Questo forno è stato preservato dalla prefettura e dalla popolazione del villaggio, e viene ancora utilizzato oggi per produrre pane di alta qualità.</div><div><br></div><div>Ma cosa rende veramente speciale il pane della Boulangerie Le Soleil Levain? L'acqua utilizzata per la sua produzione proviene da una sorgente del monte Ventoux, sviluppata dai romani molti secoli fa. Quest'acqua ha proprietà uniche che contribuiscono a creare un sapore unico e inimitabile nel pane prodotto dalla Boulangerie.</div><div><br></div><div>In conclusione, se siete alla ricerca di un pane di alta qualità, fatto con ingredienti biologici e realizzato con metodi tradizionali, la Boulangerie Le Soleil Levain è l'ideale per voi. </div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=-72yU4_hxMc&ab_channel=REIYAWatanabe">https://www.youtube.com/watch?v=-72yU4_hxMc&ab_channel=REIYAWatanabe</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 03:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA PASSIONE DEL PANE ARTIGIANALE : STORIA DEL SIGNOR DAMIAN]]></title>
			<author><![CDATA[Studio Terra]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=video"><![CDATA[video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div><br></div><div><h1 class="imHeading1 imTACenter">Scegliere la passione come professione: </h1><h1 class="imHeading1 imTACenter">la storia di Mr. Damian</h1><div><br></div><div class="imTAJustify">Hai mai pensato di abbandonare il tuo lavoro attuale per seguire la tua vera passione? Questo è esattamente ciò che ha fatto Mr. Damian, un panettiere che ha deciso di cambiare la sua vita e seguire il suo sogno di creare deliziose prelibatezze di pane.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Nel suo piccolo panificio "<span class="fs14lh1-5"><b>Mio Padre</b></span>" a Karpacz, Mr. Damian trasforma la farina in capolavori gustosi con amore e dedizione. La sua passione per il pane è evidente in ogni forno che esce, profumato di spezie e speziato.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Nonostante la sfida di imparare un nuovo mestiere a un'età avanzata, Mr. Damian non ha esitato a seguire il suo cuore. Ora, ogni giorno, lavora felicemente nella sua bottega, creando il pane perfetto per ogni cliente che entra.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Questa storia dimostra che non è mai troppo tardi per scegliere una nuova professione e seguire la propria passione. Se siete nei dintorni di Karpacz, fermatevi a conoscere Mr. Damian e assaggiare il suo pane delizioso. Potreste scoprire che anche voi avete una passione nascosta che aspetta solo di essere scoperta.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">In breve, Mr. Damian ci insegna che la vita è breve e dobbiamo goderci ogni momento lavorando su ciò che amiamo davvero. Non esitate a prendere il controllo della vostra vita e seguire la vostra passione, come ha fatto Mr. Damian. Potresti scoprire che il successo e la felicità sono proprio dietro l'angolo.</div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1_0eZ2AEQ4w&ab_channel=StudioTerra">https://www.youtube.com/watch?v=1_0eZ2AEQ4w&ab_channel=StudioTerra</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 04:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL PANIFICIO DI KOKI OTA, UN'OASI DI PACE E ARMONIA CON LA NATURA]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Video"><![CDATA[Video]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><h1 class="imHeading1">Il panificio di Koki Ota, un'oasi di pace e armonia con la natura</h1><div>Nelle montagne del Giappone, un panettiere sta attirando l'attenzione degli abitanti locali e dei visitatori. Il panificio di Koki Ota, è un luogo dove la filosofia di vita sostenibile e la panificazione tradizionale si incontrano per creare un'esperienza unica.</div><div><br></div><div>Koki, un giovane fornaio, ha viaggiato in Francia per imparare i segreti dei "Paysin Boulangers", ( panettieri contadini) che vivevano in armonia con la natura. Tornato in Giappone, ha trasformato una vecchia casa popolare in un panificio dove crea e vende pane fatto con ingredienti naturali e tecnica di panificazione tradizionale, senza l'uso di elettricità e con l'impasto fatto a mano. Il pane viene cotto nel forno a legna fatto in casa, creando un sapore unico e genuino.</div><div><br></div><div>Il panificio di Koki sta diventando sempre più popolare tra coloro che cercano uno stile di vita più sostenibile e un'esperienza culinaria autentica. "Vogliamo creare un luogo dove le persone possano godere della pace e della bellezza della natura, oltre a gustare il nostro pane fatto con amore e rispetto per la natura", afferma Koki.</div><div><br></div><div>La pasticceria di Koki è un'oasi di pace e armonia con la natura, dove i clienti possono rilassarsi e gustare il pane fresco e delizioso, circondati dalla bellezza naturale delle montagne. È un luogo dove la tradizione e la sostenibilità si uniscono per creare un'esperienza unica e indimenticabile.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=cOK3nS4t7_Y&ab_channel=FOOD%E2%98%86STAR%E3%83%95%E3%83%BC%E3%83%89%E3%82%B9%E3%82%BF%E3%83%BC">https://www.youtube.com/watch?v=cOK3nS4t7_Y&ab_channel=FOOD%E2%98%86STAR%E3%83%95%E3%83%BC%E3%83%89%E3%82%B9%E3%82%BF%E3%83%BC</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 04:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COI GRANI PERENNI ADDIO ALLA SEMINA]]></title>
			<author><![CDATA[Tommaso Cinquemani]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div><div><span class="fs20lh1-5"><b>Coi grani perenni addio alla semina. Ecco cosa sono e come funzionano</b></span></div></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Tra le numerose sfide che gli agricoltori devono affrontare c'è sicuramente l'adattamento ai cambiamenti climatici, che rendono le stagioni e soprattutto le precipitazioni sempre più imprevedibili. Inoltre agli agricoltori viene richiesta una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale e al contempo la situazione di mercato impone la compressione dei costi di produzione.</span></div><div class="imTAJustify">Due filoni di ricerca che potrebbero potenzialmente offrire delle soluzioni interessanti per gli agricoltori sono la selezione di varietà perenni e le popolazioni evolutive. "I grani perenni sono varietà di frumento che non hanno bisogno di essere seminate ogni anno, ma che 'ricacciano' ad ogni autunno", spiega Laura Gazza, ricercatrice del Crea Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari a Montelibretti (Roma).</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">"Le <span class="fs14lh1-5"><b>popolazioni evolutive </b></span>sono invece miscugli di grani differenti che vengono seminati di anno in anno e che sfruttano la variabilità genetica per adattarsi alle condizioni ambientali e offrire produzioni stabili nel tempo".</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Entrambi i filoni di ricerca sono al centro di un progetto denominato Change-Up - Innovative Agro-Ecological Approaches to Achieving Resilience to Climate Change in Mediterranean Countries, finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Prima - Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area. A partecipare al progetto sono diversi istituti di ricerca del bacino del Mediterraneo: Algeria, Francia, Marocco e Tunisia. Per l'Italia partecipa l'Università degli Studi di Parma, capofila del progetto, e il Crea, che ha parlato del progetto sul suo giornale CreaFuturo.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><b>Con i grani perenni addio alla semina</b></span></div><div class="imTAJustify">L'attuale approccio alla cerealicoltura prevede di seminare ogni anno il frumento prima dell'arrivo dell'inverno per poi raccoglierlo all'inizio dell'estate. Questo approccio, sebbene abbia garantito negli anni elevate produzioni, ha lo svantaggio di prevedere lavorazioni del terreno anche gravose e la semina ogni anno.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nel caso dei grani perenni, invece, la semina viene effettuata una volta ogni tre anni, con successive raccolte al momento della maturazione della spiga. In altre parole la pianta viene tagliata a 10 centimetri di altezza tra giugno e luglio, ma viene lasciata in campo tutta l'estate, poiché in autunno 'ricaccia' e la primavera successiva emette una nuova spiga.</span><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><a href="https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agronomia/2023/01/09/coi-grani-perenni-addio-alla-semina-ecco-cosa-sono-e-come-funzionano/77883" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su &nbsp;"Agronotizie"</a><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 17:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL PANE LIEVITATO CON ACQUA ALCALINA ]]></title>
			<author><![CDATA[Buongiornoalghero]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Tecnica"><![CDATA[Tecnica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div><h1 class="imHeading1 imTACenter">IL PANE LIEVITATO CON ACQUA ALCALINA </h1><h1 class="imHeading1 imTACenter">L'IDEA DELLO CHEF FABRIZIO CONTINO</h1></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Basta l’acqua alcalina per far lievitare bene l’impasto di pane e pizza, renderlo digeribile e dire addio al passaggio in frigorifero con il duplice risultato: paste lievitate e digeribili in modo sano e un taglio ai costi per gli imprenditori e panificatori. A ideare il nuovo modo di panificare è l’Executive Chef Fabrizio Contino ha infatti sviluppato un nuovo metodo (Alka Pane e Alka Pizza) per rendere più digeribile pane e pizza senza la tecnica del freddo e l’uso del frigorifero. Sempre attento alla parte chimico-organolettica degli impasti, Contino non ha mai smesso di studiare, approfondire e sviluppare innovazioni nell’ambiente della panificazione.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0 fright" src="https://www.creailtuopane.it/images/large-595436.webp"  width="461" height="309" /><span class="fs12lh1-5 cf1">È sua l’idea della applicazione “Bakery Calculator” che consente ai colleghi pizzaioli e panettieri di calcolare al grammo gli ingredienti da mettere nell’impastatrice, evitando così sprechi di materie prime. Rispondendo a qualche domanda, Contino spiega la sua idea. * Perché ha voluto sviluppare questo nuovo metodo? R: Durante le mie consulenze ho sempre incontrato difficoltà a far capire ai miei clienti, futuri gestori di pizzerie e panifici, l’importanza del frigorifero per far maturare in modo adeguato gli impasti. Ma ciò prevedeva anche un maggior dispendio di denaro e maggior spazio per le celle frigorifero. &nbsp;*Questo implica un aggravio dei costi sul Business Plan? Si doveva scegliere su un’alta digeribilità legata a maggior spazio dedicato? R: Esattamente. I professionisti del settore sanno bene che per rendere una pizza o un pane più digeribile, gli impasti devono maturare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"> &nbsp;*Maturare? Lievitare? Ovvero? R: si fa un po’ di confusione tra questi due termini che sono fondamentali per la panificazione in generale. Quante volte abbiamo mangiato una buona pizza che poi si è rivelata il nostro incubo notturno in termini di digeribilità? Questo problema è dato fondamentalmente dalla cattiva o totale assenza di maturazione dell’impasto. Durante la maturazione dell’impasto (che viene fatta soprattutto in cella frigo) avvengono tante reazioni enzimatiche che rendono più digeribile l’impasto. Le strutture più complesse (proteine, amidi e grassi) vengono scomposti in elementi più semplici. La lievitazione, dipendente dalla temperatura, è data dall’attività dei lieviti che trasformano gli zuccheri semplici contenuti nella farina in gas, il quale gas viene trattenuto dalla maglia glutinica che fa uscire le famose bolle (alveoli) e quindi aumentare il volume dell’impasto. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"> &nbsp;*Quindi la lievitazione avviene a temperatura ambiente e la maturazione avviene in frigorifero? Perché allora non possiamo tenere gli impasti direttamente a temperatura ambiente ed aspettare che anche l’impasto maturi? R: Esattamente così! È fondamentale comprendere che i due processi (lievitazione e maturazione) richiedono tempi diversi. La bravura e la professionalità sta proprio nel saper infornare l’impasto nel momento ottimale di lievitazione e maturazione. Facile a dirsi, ma non a farsi, visto che le farine hanno tempi di maturazione anche di 24-48 ore, a seconda della forza, mentre la lievitazione ha tempi molto più brevi. Per far coincidere questi due momenti ottimali (lievitazione e maturazione), bisogna assolutamente rallentare il processo di lievitazione tenendo l’impasto a basse temperature, che inibiscono l’azione dei lieviti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><br><div><b><span class="imUl fs13lh1-5 cf2"><a href="https://www.buongiornoalghero.it/contenuto/0/29/104467/dalla-sardegna-il-pane-lievitato-con-acqua-alcalina-l-idea-dello-chef-fabrizio-contino" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su &nbsp;"Buongiorno Alghero"</a></span></b></div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jun 2022 08:10:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[IN PUGLIA IL GRANO FA BENE AL COLON]]></title>
			<author><![CDATA[La Gazzetta del Mezzogiorno]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div class="imTAJustify"><h1 class="imHeading1">IN PUGLIA IL GRANO FA BENE AL COLON</h1></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">BARI - &nbsp;Una dieta con alimenti a base di un nuovo grano di origine spagnola e coltivato in Puglia, il 'Tritordeum', è efficace nella cura dei sintomi della sindrome del colon irritabile. E’ il risultato di uno studio clinico pilota condotto dall’Unità di ricerca sui disturbi funzionali gastrointestinali dell’Irccs 'S. De Bellis' di Castellana Grotte (Bari) coordinata dal dottor Francesco Russo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Dolori addominali, a volte sotto forma di crampi, diarrea, sensazione di pancia gonfia, digestione rallentata, meteorismo e senso di malessere generale sono solo alcuni degli effetti che incidono pesantemente sulla qualità della vita di chi soffre della sindrome del colon irritabile: si ritiene essenziale - evidenzia una nota dell’Irccs - una dieta povera di grano in quanto alcune componenti, come il glutine e i fruttani, sono responsabili della sintomatologia.</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Il Tritordeum, che non è un organismo geneticamente modificato, ha la caratteristica unica di avere una composizione proteica del glutine diversa da quella del grano, con meno fruttani e meno carboidrati e un più alto contenuto in proteine, fibre dietetiche e antiossidanti. Così, i ricercatori dell’istituto castellanese, unico in Italia specializzato in gastroenterologia, hanno selezionato con appositi questionari un gruppo di pazienti affetti da sindrome del colon irritabile e hanno indagato gli effetti di una dieta di 12 setti</span></div><div><span class="fs12lh1-5">mane con pane, pasta e prodotti da forno a base di Tritoderdum in sostituzione di altri cereali sul profilo dei sintomi gastrointestinali</span><span class="fs12lh1-5 ff1">.</span></div><div><strong class="imTALeft fs14lh1-5"><b><br></b></strong></div><div><strong class="imTALeft fs14lh1-5"><b><span class="imUl fs13lh1-5"><a href="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1332976/il-grano-coltivato-in-puglia-fa-bene-al-colon-si-chiama-tritordeum-lo-studio-del-de-bellis.html" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su &nbsp;"La Gazzetta del Mezzogiorno"</a></span></b></strong></div></div><div><div style="text-align: start;"><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 09:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SCOPRI COME RENDERE SANO IL TUO PANE]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Tecnica"><![CDATA[Tecnica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Il pane è una parte importante della dieta moderna, è un alimento base nella nostra vita quotidiana. Da quando mi sono reso conto che il pane creava alcuni problemi alla mia salute , ho iniziato a studiare se esiste un modo per mantenere il pane nella mia dieta. C'erano molte scelte in panetterie e mercati, ma nessuno di loro ha dato risultati per la mia digestione a causa delle loro scarse scelte di ingredienti e pratiche di cottura. </span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">Ho deciso di fare a casa</span><span class="fs14lh1-5"><b> il miglior pane</b></span><span class="fs14lh1-5"> possibile e quanto segue può servirti come </span></span><b class="fs14lh1-5"><span class="cf1">guida per fare migliori scelte di salute per te, la tua famiglia e i tuoi amici.</span></b></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1">1. Utilizzare solo farine e cereali biologici</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Osservo costantemente che il mio lievito madre sta andando meglio da quando la farina è biologica, priva di pesticidi, preferibilmente prodotta </span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">con agricoltura biodinamica, pulita e appena macinata. </span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Quindi, il tuo lievito madre è un ottimo indicatore della qualità della tua farina.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Ho testato la maggior parte dei negozi convenzionali acquistando farine. In alcuni casi, la farina</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">era cosi priva di vitalità che non era nemmeno possibile preparare un lievito madre.</span></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.creailtuopane.it/images/large-676551.webp"  width="960" height="695" /><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1">2. Fonte grani antichi</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Il grano moderno è stato fortemente ibridato, con l'obiettivo di aumentare i raccolti, scongiurare malattie e parassiti delle piante ed essere più resistente a determinate condizioni meteorologiche.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">L'ibridazione delle piante è stata praticata per secoli e la verità è che la maggior parte degli alimenti vegetali che consumiamo ogni giorno sono ibridati in qualche forma o modo. L'ibridazione si verifica in genere attraverso la selezione di caratteristiche desiderabili ed ereditabili che sono tratti genetici dominanti o recessivi.</span></span><span class="fs14lh1-5"><br></span><span class="fs14lh1-5"><span class="cf1">C'è una soluzione per questo.</span></span><br><span class="fs14lh1-5 cf1">La chiave per neutralizzare gli effetti dell'acido fitico è l'enzima che scompone l'acido fitico e libera i nutrienti. Questo enzima si chiama fitasi e coesiste in alimenti vegetali </span></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> Nel caso del grano moderno, a causa dell'ibridazione, la struttura del glutine è cambiata in modo significativo, il che ha presumibilmente causato il numero crescente di persone con intolleranza al glutine.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Buoni esempi di grani antichi sono </span><i class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Einkorn</span></i><span class="fs14lh1-5 cf1"> , </span><i class="fs14lh1-5"><span class="cf1">Khorasan</span></i><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> ,</span><span class="fs14lh1-5"><i>F</i></span></span><i><span class="fs14lh1-5 cf1">arro</span></i><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5">,</span><span class="fs14lh1-5"><i> Saragolla,</i></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> Questi cereali hanno naturalmente un contenuto di glutine inferiore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Il grano Einkorn (Triticum monococcum) è una delle prime forme di grano coltivate dall'uomo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf2">Dal punto di vista della </span><strong>sostenibilità ambientale</strong>, sono<strong> meno impattanti</strong> di quelli a produzione intensiva. &nbsp;</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf2">Essendo generalmente </span><span class="fs14lh1-5 cf2"> </span><span class="fs14lh1-5 cf2">a </span><span class="fs14lh1-5">fusto alto</span> <span class="fs14lh1-5"> soffrono meno la presenza di piante infestanti. Di conseguenza c’è un </span><strong class="fs14lh1-5">minor utilizzo di prodotti chimici per proteggerli</strong><span class="fs14lh1-5">, e hanno anche </span><strong class="fs14lh1-5">meno bisogno di concimazioni</strong><span class="fs14lh1-5">.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf2">Anche le </span><b><span class="cf2">differenze organolettiche </span></b><span class="cf2"> non sono da poco. Provate ad aprire un pacco di farina di grani antichi o a mangiare della pasta o del pane a base di questo tipo di frumento. Cambieranno gli odori e i sapori. Questo perché nei grani pre-rivoluzione verde erano espresse </span><b><span class="cf2">molecole aromatiche come la vanillina</span></b><span class="cf2">, assenti nei grani moderni. Tant’è che, quando l’industria usa farine particolarmente «spinte», con un indice W</span><span class="cf2"> 400, spesso si aggiungono sostanze per conferire al prodotto un buon profumo.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><span class="cf2"><br></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1">3. Utilizzare il lievito madre per lievitare il pane </span></b></div><div class="imTAJustify"><b><span class="cf1"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5"> <a href="https://www.creailtuopane.it/licoli.php" target="_blank" class="imCssLink"> (come fare in casa il lievito madre)</a></span></span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">I microrganismi presenti nella pasta madre prosperano in farine di alta qualità, producendo vitamine e convertendo amidi e micronutrienti nella tua farina in alimenti più biodisponibili e nutrienti per te.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Anche quando non hai la possibilità di utilizzare la migliore farina possibile, gli studi stanno dimostrando che i residui di pesticidi sono significativamente ridotti nella pasta madre. Ad esempio, uno studio ha scoperto che la concentrazione di pesticidi è stata ridotta del 42% dai batteri lattici. Pertanto, i batteri dell'acido lattico contenuti nel pane a lievitazione naturale possono proteggerti in una certa misura dall'esposizione ai pesticidi.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.creailtuopane.it/images/large-2559313.webp"  width="960" height="640" /><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1">4. Mantenerlo semplice</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Sciroppo di mais ad alto fruttosio, olio di soia, gomma di xantano, maltodestrina, propionato di calcio, fibra di cellulosa, candeggina e altri condizionatori di impasti chimici, zuccheri aggiunti, aromi artificiali o coloranti e OGM e il pane non ha sapore e effetti dannosi per il nostro corpo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Ricorda, bastano tre ingredienti per preparare il pane più semplice: farina, acqua e sale. Inoltre, l'uso di ingredienti naturali porta più vitalità e gioia nella nostra vita quotidiana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><b><span class="fs14lh1-5 cf1">5. Fermenta la tua pasta</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Nessun grano arriva senza i suoi componenti naturali come l'acido fitico. L'acido fitico è la principale forma di conservazione del fosforo in molti tessuti vegetali, specialmente nella parte della crusca del grano e di altri semi. Contiene fosforo, minerale legato strettamente in un fiocco di neve come una molecola. Tuttavia, il contenuto di cereali in tale forma è inutilizzabile per i nostri corpi e il fosforo è un minerale vitale per ossa forti e buona salute.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;</span><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">Nell'uomo e negli animali con uno stomaco, il fosforo non è facilmente biodisponibile. Le </span><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="imTAJustify fs14lh1-5 cf1">molecole di acido fitico si legano anche con altri minerali come calcio, magnesio, ferro e zinco rendendoli non disponibili anche per te. L'acido fitico non solo afferra i minerali importanti, ma inibisce anche gli enzimi di cui abbiamo bisogno per digerire il nostro cibo (pepsina, amilasi, tripsina).</span></div><div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><b>C'è una soluzione per questo.</b></span></div> &nbsp;<span class="fs14lh1-5 cf1">La chiave per neutralizzare gli effetti dell'acido fitico è l'enzima che scompone l'acido fitico e libera i nutrienti. Questo enzima si chiama fitasi e coesiste in alimenti vegetali.</span><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://www.creailtuopane.it/ricettario.html" target="_blank" class="imCssLink">Qui puoi trovare la ricetta per &nbsp;un buonissimo pane fatto in casa </a></span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 13:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PANE INTEGRALE, DIFFICILE RICONOSCERLO.]]></title>
			<author><![CDATA[Il Dolomiti]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div class="imTAJustify"><h1 class="imHeading1">PANE INTEGRALE, DIFFICILE RICONOSCERLO.</h1></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">TRENTO. Mangiare integrale fa bene ma trovare un pane veramente integrale spesso non è così facile. Per districarsi nella giungla di denominazioni occorre leggere gli ingredienti che purtroppo nemmeno vengono indicati in maniera completa sulle etichette.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La confusione regna sovrana ed è per questo che il Centro di Ricerca e Tutela dei consumatori e degli utenti del Trentino ha deciso di chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di rivedere la normativa in materia. La richiesta è quella di fare in modo che, sia per i prodotti da forno, che per il pane, il termine integrale indichi che il prodotto alimentare sia fatto esclusivamente con farine integrali o, quantomeno, con una certa percentuale minima rilevante. </span><img class="image-1 fright" src="https://www.creailtuopane.it/images/large-399286.webp"  width="559" height="372" /></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5">C’è molta confusione – spiegano dal Centro di Ricerca e Tutela dei consumatori – quando i cittadini comprano il pane integrale, credono di acquistare il pane fatto di farina integrale di un certo tipo, ma non è così. Filoncini con crusca, integrale, cruschetta integrale, pane tipo 0 integrale, integrale integrale, pane del senatore, pane integrale, sono solo alcune delle varie denominazioni che abbiamo trovato visitando una decina di panetterie del centro città”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">La legge impone di indicare anche gli ingredienti degli alimenti e, quindi, in questo caso, la denominazione di vendita non basterà e occorrerà leggere la lista degli ingredienti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">“La presentazione del pane – viene spiegato dal Centro Consumatori – può avvenire a scelta del panettiere o con cartellini riportanti la denominazione di vendita del pane ed il suo elenco ingredienti oppure con cartellini riportanti denominazione e prezzo ed elenco ingredienti in un apposito registro/cartello riassuntivo esposto nel punto vendita e a disposizione della clientela che ne faccia richiesta; noi chiediamo che venga adottata la prima soluzione”.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">La denominazione del pane deriva dallo sfarinato “caratterizzante” presente nel pane e lo sfarinato ‘caratterizzante’ viene deciso dal panettiere (non esistendo norme che ‘impongono’ che sia quello in quantità maggiore). Potremmo quindi avere ‘Pane integrale’ anche una percentuale molto bassa di farina integrale e nel mercato arrivano quindi prodotti che possono avere quantità di fibre decisamente diverse.</span></div><div><br></div><div><a href="https://www.creailtuopane.it/ricettario.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.creailtuopane.it/ricettario.html', null, false)">Vai al ricettario </a></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><div style="text-align: start;"><span class="fs14lh1-5"><strong><b><span class="cf1">FONTE</span></b></strong><span class="cf1">: </span><span class="imUl cf2">http://www.ildolomiti.it/</span></span></div></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 13:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NOVITÀ: PANE DI GRANO DURO CON FIBRE D’AGRUMI]]></title>
			<author><![CDATA[Ristorazioneitalianamagazine]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Una novità nel campo della panificazione: è in arrivo il primo pane di grano duro arricchito con fibre d’agrumi. Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale <strong><b>Frontiers in Nutrition</b></strong>, mostra l’importanza delle fibre alimentari che aiutano a mantenersi in salute e contribuiscono a prevenire le malattie cardiovascolari e l’insorgenza del diabete di tipo 2.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">I ricercatori del <strong><b>CREA</b></strong> (centri di Cerealicoltura e Colture Industriali e di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura) hanno così sviluppato un <strong><b>pane “ad alto contenuto di fibre”</b></strong>, arricchito per la prima volta con le fibre contenute nella <strong><b>farina di agrumi</b></strong>.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Quest’ultima, costituita per oltre il 70% da <span class="cf1">fibra</span> di cui, per circa il 60% da fibre insolubili e per il 40% da fibre solubili, si ottiene dopo numerosi lavaggi ed essiccazione, dal pastazzo (buccia, polpa e semi), un sottoprodotto della lavorazione degli agrumi, che ancora oggi rappresenta un <strong><b>oneroso rifiuto</b></strong>, con elevati costi di smaltimento e problematiche ambientali, vista la produzione pari a circa 500.000 t all’anno.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.creailtuopane.it/images/large-3551025.webp"  width="960" height="606" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs14lh1-5"><b>La prova</b></span></div><div style="text-align: start;">Pagnotte di pane, di circa 1 kg, sono state prodotte in un panificio industriale con l’aggiunta di 2 tipologie di fibre di agrumi (arancia rossa e limone), da sole o miscelate, a 2 differenti livelli (1,5 e 2%), oltre alla semola e alle parti della crusca più digeribili. I ricercatori, quindi, hanno valutato gli <strong><b><span class="fs14lh1-5 ff1">effetti</span></b></strong> delle diverse tipologie e livelli di fibra di agrumi, dei differenti tempi di conservazione (fino a 120 giorni) e della loro interazione sui parametri chimico-fisici e sensoriali del pane dopo la cottura e durante la lunga conservazione, grazie al confezionamento delle pagnotte con speciali film plastici in atmosfera modificata (ATM).</div><div style="text-align: start;">Le fibre di agrumi non hanno avuto alcun impatto sulla conservabilità del pane, sul volume e sul peso, sulla struttura interna e sul pH. Ma Dal punto di vista sensoriale, i pani arricchiti con fibre di arance rosse e di limone presentano un leggero sapore agrumato, ma qualitativamente risultano simili ai pani che ne sono privi. L’aggiunta di fibre di <strong><b><span class="fs14lh1-5 ff1">arance rosse</span></b></strong> e di <strong><b><span class="fs14lh1-5 ff1">limone</span></b></strong> nella farina di grano duro consente di produrre pane “ad alto contenuto di fibre”, perché presenta valori superiori ai 6 g per 100 g di prodotto, soglia minima secondo quanto previsto dal Reg. CE 1924/2006.</div><div style="text-align: start;" data-line-height="1" class="lh1"><br></div></div><div class="imTAJustify">continua la lettura su :<a href="https://www.ristorazioneitalianamagazine.it/pane-grano-duro-farina-agrumi/" target="_blank" class="imCssLink"> <span class="fs14lh1-5">ristorazioneitalianamagazine</span></a></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 May 2020 10:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[14 PIATTI CHE PUOI FARE CON IL PANE AVANZATO]]></title>
			<author><![CDATA[Daniela Traverso, Agrodolce.it]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5 cf1">In questo periodo stiamo impastando tutti come forsennati, abbiamo prodotto quintali di pasta, ma soprattutto di </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5"><strong><b><span class="cf1">pane.</span></b></strong><span class="cf1"> Pane integrale, pane in cassetta, pane di tutti i tipi, lo abbiamo mangiato davvero tutto o ce ne è rimasto un po’ e non sappiamo cosa farci? Così il sito Agrodolce ha pensato di darvi qualche spunto</span><span class="cf1"> </span></span><strong class="fs14lh1-5"><b><span class="fs13lh1-5 cf1">per riutilizzare gli avanzi</span></b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5 cf1"> della pasta del pane e qualche idea sfiziosa per quanto riguarda anche il pane che avete già cotto ma non siete riusciti a mangiare.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.creailtuopane.it/images/pane-allaglio-still-768x512.webp"  width="768" height="512" /><span class="fs13lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5"><strong><b><span class="cf1">Pane all’aglio al barbecue</span></b></strong><span class="cf1">. </span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5 cf1">Un ottimo modo per riutilizzare il pane già cotto è quello di farci dei crostini. Per questa ricetta dovreste utilizzare una baguette, ma può andare bene qualunque tipo di pane non troppo duro. Ottimo in accompagnamento alle carni, ma anche alle zuppe di verdure.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.creailtuopane.it/images/zuppa-di-pane-still-3-768x509.webp"  width="768" height="509" /><span class="fs13lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs13lh1-5"><strong><b><span class="cf1">Zuppa di pane</span></b></strong><span class="cf1">. </span></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs13lh1-5 cf1">Questa tipica zuppa contadina è perfetta per finire una pagnotta che vi è avanzata. Un modo gustoso ed alternativo vero caposaldo della cucina degli avanzi.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs13lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTALeft"><div></div><div><span class="fs13lh1-5 cf1 ff1"> </span><img class="image-2" src="https://www.creailtuopane.it/images/filetto-maiale-cotto-pane-b-1495-768x510.webp"  width="768" height="510" /></div><div class="imTAJustify"><strong><b><span class="fs13lh1-5 cf1 ff1">F</span><span class="fs13lh1-5 cf1">iletto in crosta di pane</span></b></strong><span class="fs13lh1-5 cf1">.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5 cf1">Se ad avanzare è la pasta di pane, questa ricetta non richiede grandissima manualità ma farà fare un figurone in famiglia.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-3" src="https://www.creailtuopane.it/images/torta-di-pane-31-980x519.webp"  width="960" height="508" /><span class="fs13lh1-5"><strong style="text-align: start;"><b><span class="cf1">Torta di pane raffermo</span></b></strong><span style="text-align: start;" class="cf1">.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5"><span style="text-align: start;" class="cf1">Una ricetta davvero saporita per dare nuovo vigore al vostro pane fatto in casa ormai raffermo, con uova, salumi, formaggio e cime di rapa. Provare per credere.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs13lh1-5"><span style="text-align: start;" class="cf1"><a href="https://www.agrodolce.it/2020/04/20/14-piatti-che-puoi-fare-con-il-pane-avanzato/" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><b><strong class="fs13lh1-5"><a href="https://www.agrodolce.it/2020/04/20/14-piatti-che-puoi-fare-con-il-pane-avanzato/" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su agrodolce.it</a></strong></b></div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 16:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ECCO LA PRIMA BEVANDA AL MONDO A BASE DI PANE INVENDUTO]]></title>
			<author><![CDATA[La Repubblica.it]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Dal pane bianco invenduto a una bevanda che, pare, sia anche dolce e frizzante. A realizzare questo inedito riciclo sono stati i ricercatori della National University of Singapore che hanno brevettato un prodotto che è l’unica bevanda probiotica conosciuta a base di pane. Gli sviluppatori ne parlano come di un prodotto dal gusto gradevole che può essere conservato a temperatura ambiente per un massimo di sei settimane e che mantiene alto il numero di probiotici vivi che sono al suo interno.</span></div><img class="image-0" src="https://www.creailtuopane.it/images/160609060-3cf9ac66-f207-4a74-b30e-0e0612e19d9d.webp"  width="558" height="310" /><br></div><div><section><div><sub><em><span class="fs10lh1-5 cf1 ff1">National University of Singapore</span></em></sub></div></section></div><div class="imTAJustify">Il gruppo di ricerca ha testato diversi tipi di pane ma poi si è concentrato sul quello bianco perché comunemente disponibile nei supermercati. Dopo nove mesi di lavoro, ha realizzato il prodotto, frutto di una miscela con acqua e di un percorso di pastorizzazione realizzato con l’aggiunta di batteri probiotici e lievito. Questa miscela, poi, viene lasciata fermentare per una giornata.</div><div><strong><b><a href="https://www.repubblica.it/scienze/2020/04/15/news/ecco_la_prima_bevanda_al_mondo_a_base_pane_realizzata_con_l_invenduto-254099847/" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su repubblica.it</a></b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 14:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA CALCOLATRICE DEL PANETTIERE]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Tecnica"><![CDATA[Tecnica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div>Vuoi convertire la tua ricetta con qualsiasi lievito ? </div><div>La <span class="fs14lh1-5"><b>Calcolatrice del Panettier</b></span><span class="fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><b>a</b></span> ti semplificherà le conversioni evitando lunghi e complicatissimi calcoli.</span></div><div>In pochi secondi ti saranno restituite le quantità corrette per una ricetta strutturata e ben equilibrata.</div><div>In oltre potrai <span class="fs14lh1-5"><b>calcolare la giusta temperatura dell'impasto</b></span> e determinare &nbsp;con due farine differenti la forza.</div><div><span class="fs14lh1-5">Se hai qualcosa da suggerire o aggiungere non esitare, mi farai piacere.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTACenter"><a href="https://www.creailtuopane.it/calcolatrice.html" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs14lh1-5">clicca qui : </span><b class="imTACenter fs14lh1-5"><span class="cf1 cb1">Calcolatrice del Panettiere</span></b></a></div><div class="imTACenter"><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 12:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COME OTTENERE UNA COTTURA PROFESSIONALE IN CASA?]]></title>
			<author><![CDATA[Lievitazione Naturale"Matteo Festo]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Tecnica"><![CDATA[Tecnica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div><b><span class="fs24lh1-5 cf1">Come ottenere una cottura professionale a casa?</span></b></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Come ottenere una cottura professionale a casa? E' meglio cuocere in pentola di ghisa (Dutch oven), terra cotta oppure in forno libero? Non c'è una soluzione migliore, dipende dal prodotto che si vuole ottenere e dalla preferenza personale. Entrambi i metodi sono ottimi a patto di preparare il forno per l'uno o per l'altro. Nei forni professionali per panificazione si ha la possibilità di immettere vapore nella camera di cottura per favorire lo sviluppo del pane, la formazione di una crosta fragrante e la sua corretta colorazione.</span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.creailtuopane.it/images/37691205_10215113735788371_4050528981923921920_n_1pyxr90m.webp"  width="400" height="300" /></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Il modo più semplice per una cottura perfetta del pane, a patto di avere una pentola di ghisa, è quello di pre-riscaldare pentola e forno alla temperatura data dalla ricetta. In questo caso, quando il forno sarà in temperatura, anche il fondo della pentola sarà pronto ad accogliere il pane. Non serve dare vapore, in quanto, l'uso del coperchio, impedisce all 'umidità prodotta dal pane stesso di fuoriuscire. Per ottimizzare questo tipo di tecnica è utile rimuovere la griglia bassa (se presente) in modo di appoggiare la pentola direttamente sul fondo del forno.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">La cottura libera nel forno di casa richiede qualche accorgimento in più ma il risultato è comunque garantito! E' importante appoggiare sul fondo del forno uno strato di mattoni refrattari (acquistabili con poca spesa nei negozi di edilizia) spesso dai 2 ai 3 cm. In questo modo si riproduce l'effetto delle camere di cottura professionali da panificazione che “spingono” verso l'alto grazie ad un forte calore accumulato dalla pietra. &nbsp;E’ molto importante utilizzare un accorgimento per sviluppare l'umidità necessaria allo sviluppo ottimale del pane: al momento di infornare, mettere nel forno un pentolino di ferro contenente del ghiaccio.</span><img class="image-1" src="https://www.creailtuopane.it/images/37769249_10215113743908574_2349160528942727168_o_u6enqe0b.webp"  width="1024" height="683" /><span class="fs14lh1-5 cf1"> </span><span class="fs14lh1-5 cf1">Il contrasto tra caldo e freddo farà in modo che si sviluppi il vapore necessario. Personalmente amo il pane un po' più cotto, con la crosta di un bel marrone scuro dato dagli zuccheri che cuocendo ad alte temperature, caramellano, donando l'aroma e sapore caratteristico (un po' come avviene per la tostatura di cacao e caffè). Ovviamente è possibile, in caso preferiste un colore e sapore meno marcati, abbassare di 20° la temperatura e ridurre di 5-10 minuti il tempo. Consiglio sempre di fare delle prove fino a quando troverete il vostro “punto” personale, anche in base al vostro forno.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 16:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PANE LIEVITATO IN ACQUA]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Bernardini]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Basta l’acqua alcalina per far lievitare bene l’impasto di pane e pizza, renderlo digeribile e dire addio al passaggio in frigorifero con il duplice risultato: paste lievitate e digeribili in modo sano e un taglio ai costi per gli imprenditori e panificatori. A ideare il nuovo modo di panificare è l’Executive chef </span></span><strong class="fs14lh1-5"><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Fabrizio Contino </span></b></strong><span class="fs12lh1-5 cf1">maestro panificatore con oltre 30 start-up di pizzerie e panifici in Italia e nel mondo. Un’idea che rivoluziona il metodo di lievitazione della pizza e del pane.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Contino ha infatti sviluppato un nuovo metodo (Alka Pane e Alka Pizza) per rendere più digeribile pane e pizza senza la tecnica del freddo e l’uso del frigorifero. Sempre attento alla parte chimico-organolettica degli impasti, Contino non ha mai smesso di studiare, approfondire e sviluppare innovazioni nell’ambiente della panificazione. È sua l’idea della applicazione &nbsp;“Bakery Calculator” che consente ai colleghi pizzaioli e panettieri di calcolare al grammo gli ingredienti da mettere nell’impastatrice, evitando così sprechi di materie prime.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.creailtuopane.it/images/1pizza.webp"  width="850" height="358" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Rispondendo a qualche domanda, Contino spiega la sua idea.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><strong><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Perché ha voluto sviluppare questo nuovo metodo?</span></b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Durante le mie consulenze ho sempre incontrato difficoltà a far capire ai miei clienti, futuri gestori di pizzerie e panifici, l’importanza del frigorifero per far maturare in modo adeguato gli impasti. Ma ciò prevedeva anche un maggior dispendio di denaro e maggior spazio per le celle frigorifero.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><strong><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Questo implica un aggravio dei costi sul Business Plan? Si doveva scegliere su un’alta digeribilità legata a maggior spazio dedicato?</span></b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Esattamente. I professionisti del settore sanno bene che per rendere una pizza o un pane più digeribile, gli impasti devono maturare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><strong><b><span class="fs12lh1-5 cf1">Maturare? Lievitare? Ovvero?</span></b></strong></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Si fa un po’ di confusione tra questi due termini che sono fondamentali per la panificazione in generale. Quante volte abbiamo mangiato una buona pizza che poi si è rivelata il nostro incubo notturno in termini di digeribilità? Questo problema è dato fondamentalmente dalla cattiva o totale assenza di maturazione dell’impasto. Durante la maturazione dell’impasto (che viene fatta soprattutto in cella frigo) avvengono tante reazioni enzimatiche che rendono più digeribile l’impasto. Le strutture più complesse (proteine, amidi e grassi) vengono scomposti in elementi più semplici. La lievitazione, dipendente dalla temperatura, è data dall’attività dei lieviti che trasformano gli zuccheri semplici contenuti nella farina in gas, il quale gas viene trattenuto dalla maglia glutinica che fa uscire le famose bolle (alveoli) e quindi aumentare il volume dell’impasto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><strong class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1"></span></b><b><span class="cf1">La lievitazione avviene a temperatura ambiente e la maturazione in frigorifero? Perché allora non possiamo tenere gli impasti direttamente a temperatura ambiente e aspettare che anche l’impasto maturi?</span></b></strong></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><span class="fs14lh1-5"><b><a href="https://www.lagazzettadelmediocampidano.it/la-rivoluzione-della-lievitazione-arriva-dalla-sardegna-pane-e-pizza-lievitate-in-modo-naturale-senza-frigorifero-ma-solo-con-acqua/" target="_blank" class="imCssLink"><span class="imUl cf2">Leggi l’articolo completo su </span><span class="imTAJustify">lagazzettadelmediocampidano</span></a></b></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 18:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[COME CONSERVARE IL PANE ]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Tecnica"><![CDATA[Tecnica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div class="imTACenter"><b><span class="fs20lh1-5">COME CONSERVARE IL PANE</span></b></div><div class="imTACenter"><i><span class="fs18lh1-5 cf1">La guida definitiva per conservare, congelare il pane fresco a casa!</span><b></b></i></div><div><i><br></i></div><div class="imTACenter"><br></div><div><span class="fs14lh1-5">Una delle domande più frequenti che mi vengono poste (in particolare sul gruppo</span><span class="fs14lh1-5"> <span class="imUl fs14lh1-5 cf2"><a href="https://www.facebook.com/groups/creailtuopane/" target="_blank" class="imCssLink">Facebook</a></span></span><span class="fs14lh1-5"><a href="https://www.facebook.com/groups/creailtuopane/" target="_blank" class="imCssLink">)</a> è il &nbsp;</span><em><span class="fs14lh1-5 ff1">modo in</span></em><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">cui conservo il pane fresco,</span></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs18lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sono qui per condividere tutti i segreti!</span></i></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Di seguito troverai numerosi suggerimenti su come conservare il pane, come congelare il pane e su come rinfrescare il pane in modo che abbia un sapore come appena sfornato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Ci sono diversi modi per conservare il pane,</span><span class="fs14lh1-5"> </span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il metodo &nbsp;che ti spiego ora ti garantirà di mantenere la crosta croccante il più a lungo possibile.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Mi riferisco però al pane artigianale, fatto in casa, non al tipico panino del supermercato.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Vale la pena notare che uno dei vantaggi del</span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">pane a lievitazione naturale</span><span class="fs14lh1-5"> </span><em><span class="fs14lh1-5 cf1 ff2">fresco</span></em></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">(pane prodotto con una cultura a lievitazione naturale) è che ha una shelf life più lunga rispetto al tipico pane acquistato in negozio.</span><span class="fs14lh1-5"> </span><span class="fs14lh1-5">In genere può durare da 4 a 5 giorni a temperatura ambiente.</span></div><div class="imTAJustify"><strong class="fs14lh1-5"><b><span class="fs14lh1-5 cf3"><br></span></b></strong></div><div><strong class="fs14lh1-5"><b><span class="fs14lh1-5 cf3"><a href="https://www.creailtuopane.it/conservare-il-pane-.php" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo cliccando qui</a></span></b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 11:16:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[COME FARE I TAGLI DECORATIVI SUL PANE]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Tecnica"><![CDATA[Tecnica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">L’origine del Taglio nella cultura popolare quando fare il pane in case era una consuetudine, l’incisione a forma di croce sull’impasto era quasi un rito. Secondo la tradizione popolare affinché il pane lievitasse in modo corretto era obbligo incidere l’impasto con una croce, una benedizione di buon auspicio per la riuscita del pane. Ma come spesso accade, le superstizioni hanno un fondo di verità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1">Gli intagli sull’impasto consente l'espansione del pane &nbsp;&nbsp;durante la cottura. Lo scopo è principalmente quello di controllare la direzione in cui il pane si espanderà, le incisioni superficiali creano punti deboli nella pelle dell'impasto riducendo così la sua tenacità o resistenza (cioè la resistenza all'espansione) soprattutto per le farine ad alto contenuto proteico. Le incisioni creano &nbsp;percorsi per la fuoriuscita di anidride carbonica quando la pressione all'interno dell'impasto in cottura diventa troppo alta. Diverse tecniche di taglio possono portare a variazioni nell'espansione del pane e quindi al suo aspetto finale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://www.creailtuopane.it/tagli sul pane.html" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5 cf1"><a href="https://www.creailtuopane.it/tagli sul pane.html" target="_blank" class="imCssLink">Continua a leggere qui</a></span></div></div><a href="https://">https://</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 19:06:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[PANE CON POMODORINI SECCHI DI PACHINO SOTT'OLIO]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Ricetta"><![CDATA[Ricetta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div>I pomodori salati essiccati al sole, noti anche come pomodori secchi sono un alimento della tradizione siciliana ed in particolare della città di Pachino.<br></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Ingredienti :</i></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b><strong class="fsNaNlh1-5 ff1">500 g Farina di semola rimacinata di grano duro pugliese</strong></b></span></li><li><strong><b><span itemprop="recipeIngredient" class="fsNaNlh1-5 cf1 ff1">325 g Acqua</span></b></strong></li><li><strong><b><span itemprop="recipeIngredient" class="fsNaNlh1-5 cf1 ff1">100 g Licoli ( Lievito madre liquido)</span></b></strong></li><li><strong><b><span itemprop="recipeIngredient" class="fsNaNlh1-5 cf1 ff1">circa 8/10 pomodori secchi sott’olio</span></b></strong></li><li><strong><b><span itemprop="recipeIngredient" class="fsNaNlh1-5 cf1 ff1">10 g sale marino integrale</span></b></strong></li></ul><br></div><div><span class="cf1"><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.creailtuopane.it/pane-con--pomodorini-secchi-di-pachino-sott-olio-.php" target="_blank" class="imCssLink">Per la ricetta completa clicca qui</a></b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 05:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL PANE FATTO DI CORTECCIA DI ABETI PER RIVIVERE I BOSCHI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA]]></title>
			<author><![CDATA[Udinetoday]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div><header><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Premiato Stefano Basello per il suo pane speciale</span></div></header></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Spezzare il pane e sentire il profumo del bosco. Boschi che, poco più di un anno fa, a seguito della tempesta Vaia che si è abbattuta sul Nord Est nell’ottobre 2018, si sono trovati completamente devastati dalla furia della natura.</span><span class="cf1"> </span><strong><b><span class="cf1">Stefano Basello</span></b></strong><span class="cf1">, chef del ristorante «Il Fogolar» Là di Moret ha voluto recuperare la corteccia degli alberi trasformandola in farina e dando vita al “pane del bosco”. Una ricetta che gli ha fatto conquistare il premio </span><strong><b><span class="cf1">“storie di territorio | sostenibilità” ai “Food&amp;Wine Italia Awards 2020”</span></b></strong><span class="cf1">, che ha ricevuto ieri sera a Milano nella prima edizione dell’iniziativa nata per celebrare il talento, la creatività, l’innovazione, la sostenibilità e la responsabilità sociale nell’enogastronomia italiana.</span></span></div><div><img class="image-0" src="https://www.creailtuopane.it/images/basello-2-copia-1.webp"  width="555" height="335" /><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>Il premio</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">L’appuntamento agli spazi di Cariplo Factory – il primo polo sull’innovazione digitale per il lavoro dei giovani creato dalla Fondazione Cariplo –, ha visto un momento di incontro e confronto per fare il punto su quanto di più interessante sta accadendo nel mondo enogastronomico italiano con l’idea (e l’ambizione) di accendere l’attenzione del pubblico su aspetti non abbastanza celebrati del settore: Food&amp;Wine Italia – edizione italiana della prestigiosa rivista statunitense lanciata nel 1978 e pubblicata da Magenta Content Factory –</span><strong><b><span class="cf1"> ha voluto raccontare talenti del made in Italy enogastronomico che non abbiano ancora compiuto i 35 anni</span></b></strong><span class="cf1">, premiando in particolare le eccellenze italiane del settore del cibo, del vino, della mixology e della sala.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>La ricetta</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Quella che prende vita dalle mani di Basello è un’antica ricetta utilizzata in tempi di carestia dai contadini. Lo chef, in seguito alla tempesta Vaia, ha dato il via al suo progetto di recupero.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><strong><b><span class="imUl fs13lh1-5"><a href="http://www.udinetoday.it/cucina/pane-friuli-venezia-giulia-premiato-milano.html" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su udinetoday.it</a></span></b></strong></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 17:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Che cos'è il pane di grano germogliato?]]></title>
			<author><![CDATA[Bakerpedia]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Notizie"><![CDATA[Notizie]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div class="imTAJustify"><b><span class="fs20lh1-5 ff1">Che cos'è il pane di grano germogliato?</span></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il pane di grano germogliato è fatto da una farina da chicchi di grano germogliati. &nbsp;Il processo di germinazione rilascia sostanze nutritive e composti organici intrappolati naturalmente nella struttura del grano.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La farina germogliata crea un pane che ha una dolcezza e un sapore extra con una shelf life più lunga. Questi pani sono popolari per i loro benefici per la salute. Sono un prodotto facilmente digeribile e sono spesso realizzati con meno zucchero rispetto ai prodotti da forno standard.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5">Origine</b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La produzione dei primi pani di grano germogliati è un'antica tradizione. In passato la raccolta del grano prevedeva di lasciare il grano sul campo dopo il raccolto. In attesa di essere trebbiato, il grano assorbivano 'umidità innescando la germinazione. Nel 2 °</span><span class="fs14lh1-5"> secolo aC, un gruppo monastica ebraica conosciuta come gli Esseni ha sviluppato le prime ricette e le tecniche di pane di grano germogliato. </span><span class="fs10lh1-5">1</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5">Come funziona?</b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La germinazione si verifica quando semi / chicchi di grano vengono immersi in acqua &nbsp;e sciacquati. Questo attiva un processo naturale chiamato germinazione. La germinazione inizia con l'assorbimento di acqua da parte del seme di grano e termina con l'emergere dell'asse embrionale, &nbsp;&nbsp;</span><span class="fs10lh1-5">2</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il grano germogliato risultante è quindi pronto per le applicazioni di macinazione e cottura. Grazie alla sua elevata attività enzimatica, la maggiore quantità di zuccheri semplici può essere consumata dal lievito durante la </span><b class="fs14lh1-5"><span class="cf1">fermentazione</span></b><span class="fs14lh1-5"> .</span><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5">Nutrizione</b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">I vantaggi dei prodotti da forno germogliati sono numerosi:</span></div><ul><li><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">È stato riportato che i pani di grano germogliati hanno livelli aumentati di antiossidanti, tocoferoli, tiamina (vitamina B1), riboflavina (vitamina B2), acido pantotenico (vitamina B5), biotina (vitamina B7), acido folico (vitamina B9) e </span><b class="fs14lh1-5"><span class="cf1">fibre</span></b><span class="fs14lh1-5"> . </span><span class="fs10lh1-5">3</span></div></li><li><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Germogliare grani &nbsp;aumenta l'attività della fitasi. La fitasi è un enzima che scompone l'acido fitico, un composto organico anti-nutriente che si lega a minerali / micronutrienti come calcio, magnesio, ferro e zinco e riduce il loro assorbimento nell'intestino tenue. La degradazione dell'acido fitico aumenta la biodisponibilità di questi minerali. </span><span class="fs10lh1-5">4</span></div></li></ul><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5">Produzione commerciale</b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il processo inizia con la germinazione dei granuli, in condizioni di temperatura e umidità attentamente monitorate. La germinazione si ottiene bagnando / immergendo i granelli in acqua per aumentare il loro livello di umidità. Questo passaggio richiede solitamente 24-48 ore.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Esistono due metodi per produrre commercialmente prodotti da forno utilizzando cereali germogliati:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><ol><li><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il primo metodo si interrompe nella fase di ammollo. Successivamente, i grani vengono germinati, essiccati e quindi macinati in farina germogliata che può quindi essere spedita ai panifici.</span></div></li><li><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il secondo metodo lavora i granuli germogliati mediante estrusione a freddo o pressatura / frantumazione meccanica. Ciò si traduce in un prodotto simile a un impasto o in una pasta, pronto per essere miscelato con altri ingredienti, fermentato e cotto in forno. Questo tipo di prodotto germogliato è normalmente etichettato "senza farina".</span></div></li></ol><span class="fs14lh1-5"><br></span><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">I cereali, come grano, miglio, orzo, farro o un mix di questi, sono più comunemente usati. Tuttavia, a volte vengono usati anche germogli come soia o lenticchie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5">Applicazione</b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">A differenza della farina integrale al 100% che spesso lascia il pane con un sapore amaro, la farina germogliata introduce un sapore e una dolcezza unica. Nella maggior parte dei casi, poco o nessun zucchero viene utilizzato nei prodotti a base di pane di grano germogliato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">La ricerca ha dimostrato che la farina germogliata aumenta la stabilità dell'impasto durante la miscelazione, riduce i tempi di lievitazione e aumenta il volume della pagnotta.</span><span class="fs10lh1-5"> 3</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Alcune farine di grano germogliato hanno una durata doppia rispetto alla farina integrale tradizionale. Tuttavia, lo stoccaggio è ancora necessario in un luogo fresco e asciutto. </span><span class="fs10lh1-5">5</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5">Regolamento FDA</b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Attualmente non esistono requisiti FDA per la germinazione o ciò che costituisce un "germoglio". Tuttavia, l'agenzia fornisce linee guida per ridurre il rischio di contaminazione, inclusi produzione, trattamento, condizioni, conservazione e trasporto. </span><span class="fs10lh1-5">6</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><b class="fs10lh1-5">Riferimenti</b></div><ol><li><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">Bob's Red Mill. Using Sprouted Grains, 29 maggio 2010, <b><span class="cf1">https://www.bobsredmill.com/blog/healthy-living/using-sprouted-grains/</span></b> .</span></div></li><li><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">Bewley, JD "Germinazione". Semi: Fisiologia dello sviluppo, germinazione e dormienza, Springer Science + Business Media, LLC, 2013, pp. 133-134.</span></div></li><li><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">Richter, K., K. Christiansen e G. Guo. "La germogliatura del grano migliora le prestazioni di cottura del pane." Cereal Foods World Volume 59–5 (2014), pagg. 231–33.2</span></div></li><li><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">Snider, M. e Liebman, M. "Additivi di calcio ed effetti di grano germogliati sull'idrolisi dei fitati nel pane integrale". Journal of Food Science, Volume 57 (1992), pagg. 118–120.</span></div></li><li><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">Ariyama, T. e K. Khan. "Effetto della germinazione e dello stoccaggio in laboratorio sulle proprietà fisicochimiche e di panificazione del grano duro rosso primaverile." Cereal Chemistry Volume 67 (1990), pagg. 53–58.</span></div></li><li><div class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5">Centro per la sicurezza alimentare e la nutrizione applicata. "Documenti orientativi e informazioni sulle normative per argomento - Progetto di linee guida per l'industria: conformità e raccomandazioni per l'implementazione degli standard per la coltivazione, raccolta, imballaggio e detenzione di prodotti per il consumo umano per le operazioni di germogli." Home page della Food and Drug Administration americana. 19 gennaio 2017. <b><span class="cf1">www.fda.gov/Food/GuidanceRegulation/GuidanceDocumentsRegulatoryInformation/ucm510578.htm.</span></b></span></div></li></ol></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 17:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Scopri come fare un maritozzo barese soffice e leggero senza uova e con il 50% di burro in meno]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Ricetta"><![CDATA[Ricetta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Il <b>Maritozzo</b> è una tipica merenda barese, sono trecce di brioche ricoperte di zucchero semoloto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Per questo impasto ho utilizzato Il metodo <b>Tang Zhong,</b> già conosciuto come <b>Water roux,</b> è l’ideale se si vuole ottenere un risultato morbido, ma decisamente più leggero. In questo modo ho eliminato l'uovo è la quantità di burro si riduce fino a circa la metà del quantitativo che si userebbe abitualmente, ma permette di ottenere un lievitato incredibilmente morbido e soffice.</span></div><div class="imTAJustify"><b class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5"><br></span></b></div><div class="imTAJustify"><b class="imTALeft fs14lh1-5"><span class="fs14lh1-5">INGREDIENTI</span></b></div><div data-line-height="1.5"><ul><li><span class="fs12lh1-5">270 g di Farina Tipo1</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">45 g Zucchero Semolato</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">4 g di Lievito di Birra secco</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">90 g di Latte Intero</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">95 g di Tang Zhong</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">25 g di Burro morbido</span></li></ul><b><span class="fs13lh1-5">Per il Tang Zhon</span></b><b><span class="fs13lh1-5">g</span></b><br><ul><li><span class="fs13lh1-5">25 g di Farina tipo 1</span><br></li><li><span class="fs13lh1-5">125 ml di Acqua.</span></li></ul></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTALeft"><strong><b><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.creailtuopane.it/maritozzo-barese-.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.creailtuopane.it/maritozzo-barese-.php', null, false)">Leggi la ricetta completa</a> </span></b></strong></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 16:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quanta acqua devo mettere?]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Tecnica"><![CDATA[Tecnica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Determinare la quantità di acqua necessaria per un certo tipo di pane è condizionata da molteplici fattori :</span><br></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;Varietà di grano <i>(grano tenero, grano duro, farro, ecc.)</i></span><br></li><li><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;Tipo di farina </span><span class="fs14lh1-5"><i>(Integrale, tipo 2,tipo 1, 0, 00</i></span><span class="fs14lh1-5">)</span><br></li><li><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Forza della farina </span><span class="fs14lh1-5"><i>(<span class="cf1">rappresenta la capacità di assorbire i liquidi</span> )</i></span><br></li><li><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Umidità ambientale</span><br></li><li><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;Ingredienti aggiuntivi.</span></li></ul><br><!--[if !supportLists]--></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">L’acqua è un ingrediente importante grazie ad esso si attivano reazioni chimiche che danno origine all’impasto. L’acqua deve essere limpida, insapore e inodore e naturalmente non deve presentare nessun tipo di impurità e soprattutto priva di cloro.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Nella panificazione, la quantità di acqua è fondamentale per stabilire il prodotto che si andrà a realizzare.</span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> I pani a pasta dura sono quei pani nel cui impasto si </span><span class="fs14lh1-5">utilizza una quantità̀</span><span class="fs14lh1-5"> di acqua attorno al 50% del peso della farina mentre i pani ad alta idratazione come le ciabatte si supera 80% di idratazione, più un impasto sarà idratato, più sarà leggero ed alveolato, tuttavia la quantità di acqua è subordinata alle caratteristiche della farina, una eccessiva idratazione potrebbe essere causa di un collasso del pane dovuto alla scarsa capacità del glutine di poter reggere il peso. </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Vediamo come ci si regola con l’idratazione quando non conosciamo le proprietà della farina:</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><ul><li><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Evitare di versare nell’impasto il totale dell’acqua prevista nella ricetta.</span><br></li><li><span class="fs14lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dosare lentamente ed aspettare che la farina assorbi completamente prime di versare altr’acqua.</span><br></li></ul></div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">Rispettando questa piccola regola sarà facile comprendere il limite di assorbimento della farina, tuttavia con un po' di esperienza non sarà difficile trovare la quantità giusta di acqua.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 12:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Pane di Farro con granelle di pistacchio]]></title>
			<author><![CDATA[Vito Antonio Romanelli]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category=Ricetta"><![CDATA[Ricetta]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Immagina di tagliare in una pagnotta di pane a pasta madre artigianale naturale che è uscito dal forno e ha permeato la tua casa di un aroma inebriante. Senti il ​​crepitio della bella crosta mentre il tuo coltello taglia la pagnotta, chiudi gli occhi e respira l'aroma. L’utilizzo della farina di farro ricca di profumi e sostanze nutritive si sposa in modo armonioso con il pistacchio di Bronte. Per realizzarlo hai solo bisogno di una ciotola, un cucchiaio o una spatola. Richiede un lavoro minimo da parte tua e permette alla natura di fare il resto per creare la perfezione del pane.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div data-line-height="1.5" class="imTAJustify"><b class="fs14lh1-5"><a href="https://www.creailtuopane.it/pane-con-farro-e-pistacchi.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.creailtuopane.it/pane-con-farro-e-pistacchi.php', null, false)">Vai alla ricetta </a></b></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Feb 2020 14:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perché (e quando) viene sete dopo aver mangiato la pizza?]]></title>
			<author><![CDATA[RomaToday]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Una bella serata a <strong><b>pizza</b></strong> e birra, condita da chiacchiere e risate con parenti ed amici. La serata ideale per molti che, però, in alcuni sfortunati casi, può trasformarsi in una <strong><b>terribile nottata insonne, con sete da cammello, perenne arsura e disturbi di digestione</b></strong>. Perché a volte succede e altre no? </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><strong><b>La sete dopo aver mangiato la pizza non è automatica</b></strong>, ma dipende da alcune conseguenze che una pizza non realizzata a regola d’arte può generare. Ecco di seguito i principali motivi: </span></div><div class="imTAJustify"><ul><li class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">una maturazione dell’impasto insufficiente</span></li><li class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">tipo di farina utilizzata</span></li><li class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">qualità e quantità degli ingredienti</span></li></ul></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Partiamo dal processo di <strong><b>maturazione dell’impasto</b></strong>: infatti, se rispettare i tempi di lievitazione è essenziale per ottenere una pizza buona e digeribile, anche i tempi di maturazione sono importantissimi. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La maturazione è quella fase in cui gli enzimi idrolitici (amilasi e proteasi) presenti nella farina e attivati dall’acqua aggiunta nell’impasto, scompongono gli amidi e il glutine, e viene influenzata da diversi fattori tra cui le caratteristiche della farina, la temperatura dell’ambiente e il tempo di lievitazione.<strong><b> L’ideale è un processo di lievitazione che va dalle 24 alle 48 ore ad una temperatura compresa fra i 4 e i 25/26 °C</b></strong>: garantire questo intervallo di temperature, infatti, è essenziale affinché la maturazione dell’impasto possa avvenire durante la lievitazione. In conclusione, se la maturazione e la cottura vengono effettuate a regola d’arte, la pizza sarà più digeribile e sicuramente più saporita.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Un altro aspetto molto importante da tenere in considerazione è la <strong><b>scelta del tipo di farina</b></strong> in relazione alla sua forza, o indice W; questo, indica la capacità della farina di assorbire acqua e di trattenere anidride carbonica durante la lievitazione, e la capacità dell’impasto di espansione al rigonfiamento. La forza di una farina è correlata al contenuto di alcune proteine che, durante l’impastamento, danno origine al glutine: maggiore è la forza della farina, più l’impasto sarà elastico e coeso. Per quanto riguarda la pizza, dunque, è opportuno utilizzare farine con W elevato, dette “farine di forza”, con un contenuto proteico tra il 10 e il 15% e un indice W tra 240 e 300.</span></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Infine, ma non meno importante, tra le cause della sete post pizza troviamo </span><strong class="fs12lh1-5"><b>la quantità e la qualità degli ingredienti base e aggiunti a seconda del tipo di pizza che si sceglie. </b></strong></div><div class="fs12lh1-5"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Se, infatti, nell’impasto della pizza è richiesto generalmente l’utilizzo di poco sale, bisogna tener conto del sale contenuto nella passata di pomodoro e di quello contenuto nella mozzarella, o del formaggio a pasta filata. Molte pizzerie, infatti, sostituiscono la mozzarella con i panetti ottenuti dal formaggio fuso, e se è vero che così i costi si dimezzano, l’esito dal punto di vista qualitativo e organolettico è sicuramente deludente.</span></div></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Se poi invece di scegliere la tradizionale margherita si preferisce aggiungere ingredienti come olive, prosciutto crudo o cotto, tonno, ecc., &nbsp;la quantità totale di sale aumenta di molto e di conseguenza anche la nostra sete: l’eccesso di sale, infatti, stimola il centro della sete localizzato nell’ipotalamo e, di conseguenza, &nbsp;il corpo richiede acqua. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Per ridurre la fastidiosa sensazione della sete notturna, è quindi preferibile <strong><b>scegliere pizzerie che adottano un processo di lievitazione che va dalle 24 alle 48 ore e optare per una pizza con ingredienti semplici</b></strong>, possibilmente con l’aggiunta di verdure. Queste ultime, infatti, contengono potassio, un minerale che contrasta gli effetti del sodio presente nel sale e diminuisce così il senso di sete.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Vediamo ora le caratteristiche delle diverse farine che si possono utilizzare nell’impasto della pizza. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Impasto a base di farina integrale</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Gli impasti a base di farina integrale si caratterizzano per l’utilizzo di farine integrali mixate con quelle di tipo zero o doppio zero. La farina integrale è difficile da lavorare, perché la grande quantità di fibre non permette al glutine di legare con la stessa facilità, ed è quindi importante saperne bilanciare bene la quantità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Impasto a base di farina di kamut</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Non tutti sanno che Kamut, in realtà, è un marchio registrato da parte della società americana Kamut International, diventato oramai un termine di uso comune per identificare il grano Khorasan (chiamato anche grano turanicum o frumento orientale). Simile al grano duro, contiene glutine e, di conseguenza, non è adatto ai celiaci; inoltre, la farina di grano Khorasan è particolarmente indicata agli sportivi, grazie alla presenza di selenio, zinco, magnesio e vitamina E.</span></div><div><strong><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.romatoday.it/benessere/alimentazione/sete-dopo-mangiato-pizza.html" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su romatoday.it</a></b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 19:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le fake news sul lievito]]></title>
			<author><![CDATA[Italiangourmet]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><strong><b class="fs12lh1-5">Ce l’ha il pane senza lievito?</b></strong></div><div><span class="fs12lh1-5">Il pane può essere detto “senza lievito”, inteso come ingrediente aggiunto, perché <strong><b>il lievito muore a 50-60°C</b></strong>: sarà dunque difficile trovarlo in prodotti cotti a 200°C. Tuttavia, essendo un microrganismo ambientale, sarà sempre presente, sebbene in minima quantità.</span></div><div><strong><b class="fs12lh1-5">Sono allergico al lievito</b></strong></div><div><span class="fs12lh1-5">Serve una prima precisazione della differenza tra allergia e intolleranza. Se definiamo l’allergia come una reazione immunitaria a una sostanza ingerita, allora si presenta questa situazione: l’organismo si rende conto della presenza di qualcosa di “esterno” e attiva la difesa degli anticorpi IgE (virus e batteri). A seguito di una seconda esposizione, si ha la produzione di Istamina e infine la manifestazione dei sintomi dell’allergia. Una intolleranza, invece, è la reazione indesiderata da parte dell’organismo, dopo aver ingerito alcune sostanze attive. Si manifesta in disfunzioni o disturbi a carico dell’apparato digerente la cui intensità dipende dalla quantità di sostanza ingerita. In questo caso non si attiva nessun meccanismo immunologico.<strong><b> </b><b>Il lievito non provoca, secondo tutti gli studi scientifici, né allergia né intolleranza.</b></strong></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><strong><b><br></b></strong></span></div><div><div><strong><b><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.italiangourmet.it/lievito_fake_news/" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su Italiangourmet</a></span></b></strong></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 19:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Frank e “il pane di Gandhi”: tutti in fila per le sue pagnotte acqua, farina e anima]]></title>
			<author><![CDATA[Matteo Congregalli _COMOZERO.IT]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Per Frank Metzger, fare il pane non è solo impastare acqua, farina, sale e lievito ma è una questione esistenziale. “Non serve complicare il pane. Se hai bisogno d’altro significa che non hai capito nulla. Lo stesso vale nella vita che dovrebbe essere semplice senza bisogno di aggiunte”.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.creailtuopane.it/images/Frank_Metzger4.v1.webp"  width="896" height="597" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Trovare il senso della vita in un impasto non è da tutti, ma ha sicuramente funzionato per Frank, 59 anni, che alla fine degli anni ‘80 ha lasciato il proprio lavoro da educatore nella cooperativa “Casa di Gino” a Lora per cominciare a fare il fornaio – senza un forno e senza aver mai fatto il panettiere in vita sua.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-1" src="https://www.creailtuopane.it/images/Forno_Frank_Metzger.webp"  width="960" height="720" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">“Attorno al 1988 ho fatto un’esperienza in una comunità di lavoro gandhiana in cui abbiamo appreso i segreti dell’economia non violenta, rispettosa dell’uomo e dell’ambiente – ricorda il fornaio, nato ad Albate da madre tedesca e padre svizzero – mi hanno dato tre formule per il mio pane. Ma tornato a casa non avevo nulla”.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Frank ha quindi cominciato a costruire un forno nel suo garage di casa a Capiago, ormai destinato a trasformarsi in un vero e proprio laboratorio.</span></div><div class="imTAJustify"><img class="image-2" src="https://www.creailtuopane.it/images/Frank_Metzger6.webp"  width="960" height="640" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">“Oggi c’è un impianto fotovoltaico per l’illuminazione. La legna, come gli ingredienti, viene direttamente dal contadino, a chilometro zero – continua Frank che si ispira a principi di autarchia alimentare allevando anche animali da cortile – ed è tutto privo di sofferenza e violenza”.</span></div><div><b><strong class="fs12lh1-5"><a href="http://https://www.comozero.it/attualita/pane-capiago-frank-metzger-gandhii/" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su comozero.it</a></strong></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 07:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quando un impasto è più digeribile?]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe Bagnato- Foodhubmagazine]]></author>
			<category domain="https://www.creailtuopane.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Uno degli argomenti più dibattuti nel mondo del web, tra i forum di appassionati di cucina e, più nello specifico, tra gli appassionati dell’arte bianca, è la correlazione tra lievitazione e digeribilità di un impasto. Si legge infatti spesso di una possibile correlazione tra l’utilizzo di impasti a lunghe ore di lievitazione e/o di lievito madre con la digeribilità del prodotto finito. Proviamo allora ad analizzare i due processi singolarmente e a definire in modo chiaro e conciso quali sono e cosa comportano tutti i processi che ruotano intorno ai nostri prodotti lievitati.</span></div><div><div><strong class="fs12lh1-5">Digestione?</strong></div><div><span class="fs12lh1-5">Pe<span>r</span> «digestione» si intende “l’insieme dei processi meccanici e chimici (masticazione e insalivazione, imbibizione di succo gastrico e pancreatico, trasformazioni idrolitiche ed eliminazione, con le feci, dei residui non digeriti) che avvengono nell’apparato digerente per rendere gli alimenti utilizzabili ai fini della nutrizione” [1].</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nello specifico, <b>la digestione dei carboidrati (principale costituente del frumento, ≃ 70%) inizia nella cavità orale per azione dell’α-amilasi salivare</b>. Qui l’amido parzialmente idrolizzato porta alla formazione di destrine, maltosio e maltotriosio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Successivamente, nell’intestino, le destrine, ad opera delle amilasi pancreatiche e dell’enzima deramificante, vengono completamente idrolizzate portando alla formazione di maltosio e glucosio. Infine, agisce la maltasi che idrolizza il maltosio, portando alla formazione di due molecole di glucosio (monosaccaride). </span></div></div><div><div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5 cf2">Le proteine (rappresentanti ≃ 9-16% del frumento), invece, subiscono un’idrolisi da parte degli enzimi proteolitici prodotti da stomaco, pancreas e intestino tenue. Questi ultimi rompono i legami peptidici e portano alla formazione di amminoacidi liberi e piccoli peptidi.</span></div><div></div><div></div></blockquote></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1">La digestione delle proteine comincia nello stomaco con la pepsina</span></b><span class="cf1">, continua a livello dell’intestino con l’intervento delle peptidasi pancreatiche e termina con le amminopeptidasi secrete dall’intestino tenue. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Infine, la digestione dei grassi (che rappresentano ≃ 1,5-2% nel frumento) ha inizio nella bocca con la lipasi salivare per poi continuare nell’intestino grazie all’azione della lipasi pancreatica, del colesterolo esterasi e della fosfolipasi A2 [2].</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Sulla base di quanto detto sopra,</span><span class="cf1"> </span><b><span class="cf1">il nostro organismo, indipendentemente dalla scomposizione incontro alla quale possono andare i macronutrienti, mediante processi fisici, chimici o microbiologici sarà comunque in grado di digerire carboidrati, proteine e lipidi.</span></b><span class="cf1"> </span><span class="cf1">L’organismo è in grado di digerire la pasta che, secondo il D.P.R. n. 187 del 9 febbraio 2001, deve essere prodotta esclusivamente con farina di grano duro e acqua e non è sottoposta ad alcun processo di lievitazione [3].</span></span></div><div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5 cf2">Il riso, la cui composizione è rappresentata per circa l’80% da carboidrati, per circa il 7% proteine e per circa lo 0,5% lipidi, è considerato un alimento facilmente digeribile.</span></div><div></div><div></div></blockquote></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1">L’elevata digeribilità del riso è dovuta anche alla presenza di granuli di amido molto piccoli</span><span class="cf1"> </span></b><span class="cf1">(circa 20 volte più piccoli rispetto a quelli del frumento), ciò facilita il contatto con gli enzimi intestinali e di conseguenza la digestione [4]. Lo stesso polisaccaride (amido) in due alimenti differenti è più digeribile in uno piuttosto che in un altro. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Sulla base di questi due esempi, pertanto, cosa si intende effettivamente per “migliore digeribilità”? E soprattutto, considerando che un prodotto più digeribile (es. con elevata presenza di carboidrati semplici) comporta un maggiore aumento della glicemia, “più digeribile” è sinonimo di “migliore”?</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Proviamo ora a capire cosa avviene durante il processo di lievitazione e quali modifiche vengono apportate alla matrice alimentare, e soprattutto se si va incontro a un miglioramento della digeribilità del prodotto finale.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><img class="image-0" src="https://www.creailtuopane.it/images/Bagnato-3.webp"  width="800" height="533" /><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><strong><span class="fs12lh1-5 cf1">Lievitazione?</span></strong></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">“Fase del processo produttivo associata a una forte espansione, pari a più volte il volume originale della massa, resa possibile dalle proprietà viscoelastiche dell’impasto e dalla presenza di sostanze emulsionanti (endogene o esogene) che stabilizzano le bolle di gas” [2].</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1">Esistono diversi tipi di lievitazione: biologica, chimica, fisica, con vapore acqueo, sistemi misti</span></b><span class="cf1">. In questo articolo prenderemo in considerazione la lievitazione biologica che avviene per mezzo del lievito compresso composto da cellule viventi per lo più di Saccharomyces cerevisiae, o del lievito naturale composto da lieviti e batteri lattici endogeni della farina, ai quali si aggiungono quelli di derivazione ambientale [2].</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1">La lievitazione biologica si divide in diretta e indiretta</span></b><span class="cf1"> </span><span class="cf1">(Fig. 1).</span></span></div><div class="imTACenter"><figure><figcaption><span class="fs12lh1-5 cf1">Fig. 1 - Diagramma di panificazione con metodo diretto e indiretto [5]</span></figcaption><figcaption><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></figcaption><figcaption><span class="fs12lh1-5"><img class="image-1" src="https://www.creailtuopane.it/images/Bagnato-1.webp"  width="592" height="341" /><span class="cf1"><br></span></span></figcaption><figcaption><span class="fs12lh1-5"><br></span></figcaption><figcaption><div><strong class="fs12lh1-5">Lievitazione biologica diretta</strong></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Lievitazione diretta: tutti gli ingredienti vengono impastati contemporaneamente e poi lasciati lievitare. <b>La fermentazione deve avvenire in almeno due fasi</b>. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">La prima, detta “puntata”, è effettuata su grandi masse per periodi da 30 minuti a 3 ore. In questa fase l’obiettivo è quello di indurre importanti cambiamenti reologici nell’impasto. In particolare, <b>la solubilizzazione di parte della CO2 rende l’impasto leggermente acido e più forte il glutine</b>. Ciò migliorerà la successiva lavorabilità dell’impasto. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Nella seconda fermentazione, detta “appretto”, si dà la forma finale all’impasto che viene lasciato per un’ora a temperatura e umidità controllate fino al raggiungimento del volume massimo .</span></div><div class="imTALeft"><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="https://www.foodhubmagazine.com/2019/11/22/lievitazione-e-digeribilita-quando-un-impasto-e-piu-digeribile/" target="_blank" class="imCssLink">Leggi l’articolo completo su foodhubmagazine.com</a></b></span></div></div></figcaption></figure></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 05:31:00 GMT</pubDate>
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